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domenica 13 giugno 2021

Come eliminiamo i costi della discarica di contrada Consolida?

Qualche giorno fa stavo seguendo una conferenza sul problema spazzatura in Sicilia e mi ha incuriosito un esperto che parlava di discariche fotovoltaiche.

In questi giorni si parla della eventualità di convertire a parchi fotovoltaici i campi coltivati siciliani. 
Sui social cominciano a diventare insistenti gli annunci per la ricerca di proprietari terrieri disponibili ad eliminare le piante a favore dei pannelli: è il business del momento!

Se dobbiamo "solarizzarci" perchè, prima dei campi, non usiamo le discariche?

Le discariche esaurite, come quella del Comune di Agrigento in contrada Consolida, possono infatti essere ricoperte da una guaina impermeabile fotovoltaica.

Oltre alla produzione di energia elettrica questa operazione consente di ridurre notevolmente il percolato perchè le piogge non riescono più ad infiltrarsi all'interno della discarica. 
Con la guaina si riesce ad intercettare più efficacemente anche il biogas, che può essere raccolto ed utilizzato per la produzione di energia.

Le discariche, anche se non più utilizzate, restano delle vere e proprie bombe ecologiche da disinnescare con una costosa bonifica. 

In questo momento dovrebbe essere possibile intercettare degli incentivi statali per la copertura che sono (o erano) disponibili anche per le discariche. 
Dovrebbero esserci ancora 2 finestre per il DL 120/2020, il decreto Semplificazioni. Rispondere ai bandi e captare finanziamenti non è il mio mestiere ma, è fuori di dubbio, che nelle nostre zone i soldi o non arrivano o vengono spesi a casaccio (quindi anche quelli del mestiere.. "che stanno a fa?"). 
Trovare una soluzione per la discarica agrigentina è necessario. Questa potrebbe essere una soluzione che porta a risparmiare soldi dei cittadini e, magari, ad un guadagno da utilizzare per la successiva bonifica.

Se non si provvede in questo o in altro modo, il problema discarica resta. 
Resta l'inquinamento potenziale o effettivo, resta l'accumulo di percolato. 
Vanno via i tanti soldi che ogni anno il Comune paga per il controllo e la gestione del percolato. 

Resta questo grande accumulo di munnizza agrigentina. 
Abbiamo ricevuto dagli antenati dei templi? 
Ai posteri lasceremo discariche!! 


Aggiungo i link ai due articoli più significati che ho trovato sull'argomento:

https://www.energyintelligence.it/normative-delibere-bandi/fotovoltaico-su-cave-esaurite-e-discariche-ripristinate-aggiornamenti-del-dl-1202020-semplificazioni/#:~:text=Normativa%20nazionale%20%2D%20Legge%20120%2F2020&text=Con%20l'approvazione%20del%20DL,se%20realizzati%20su%20aree%20agricole.


https://www.sogeam.it/discariche-fotovoltaiche-principali-vantaggi/


https://www.corrieredisciacca.it/impianti-fotovoltaici-sulle-discariche-esauste/




Come avere una città più pulita senza aumentare i costi



Da cittadina stufa delle sterili e ridicole polemiche e che tiene alla pulizia della propria città, ecco la mia proposta che migliorerebbe la qualità dei servizi senza aumentare i costi. 

Il sistema differenziata deve crescere, non può restare immobile. Nei luoghi dove è già consolidato si raccoglie sempre meno indifferenziato e ci sono meno turni di raccolta. 


Non cominciate a dire "NO!". 
Si può fare se c'è voglia di rispettare l'ambiente.
Naturalmente per fare funzionare il sistema è necessaria una buona informazione e la possibilità di sbarazzarsi in modo semplice e rapido dei vari tipi di rifiuti (non buttandoli giù dal ponte :-))) 
Diminuendo i "passaggi" diminuiscono le bollette fino a diventare irrisorie; ad Agrigento la TARI è diventata una dissanguante tassa di proprietà.

Se il problema è la mancanza di operai per la pulizia, in via sperimentale, si potrebbero reperire modificando i turni di raccolta, cominciando da un quartiere.

Potrebbe essere opportuno partire da Fontanelle.

 Perché? 
-È il primo che ha adottato la raccolta differenziata, 
-è fatto di grandi condomini con spazi condominiali, dove eventuale piccolo accumulo di plastica sarebbe ordinato e non per la strada, 
-nei condomini ci sono contenitori condominiali ma i cittadini hanno preso anche quelli per singole utenze, 
-ci sono vicini gli uffici comunali per eventuali approvvigionamenti di mastelli e controlli, 
-ha una bella realtà associativa, bene inserita nel quartiere, che potrebbe spronare i cittadini e aiutare a veicolare la novità.

Bisognerebbe controllare i dati della raccolta e fare un controllo di persona nel quartiere per conoscere eventuali rilevanti criticità.
Eventualmente altro o prossimo quartiere potrebbe Monserrato.

Cosa fare*: eliminare una raccolta della plastica settimanale ma pulire il quartiere quel giorno.
Gli operai che non si occupano della raccolta puliranno e toglieranno l'erba, raccoglieranno i sacchi sparsi. 
In base ai dati in possesso delle ditte (e spero del Comune) si potrebbe valutare una diversa situazione di raccolta intermedia (modificando i giorni) o/e scegliendo altro materiale.
Si ricorda pure che il vetro, in altri territori, viene raccolto una volta al mese e/o si usano contenitori fissi diminuendo i costi di raccolta.

Si potrebbe pure: 
-spezzare in due parti il quartiere così da servirne metà il martedì e metà il venerdì e consentire un giro veloce nel quartiere per vedere se qualcuno ha messo fuori la plastica (ritirarla e/o lasciare foglio di avvertimento) 
-tenere quel giorno un presidio (per chi ha una superproduzione e, dunque, la necessità di gettare la plastica) magari nelle piazze che saranno pulite dagli operai e/o dove sosterà l'autocompatattore, in modo che ci sia qualcuno che possa monitorare i conferimenti. 

Se l'esperimento funziona (è sperimentale se non funziona si toglie ma se funziona avremo un quartiere di cittadini pionieri della civiltà) si potrà spostare in altri quartieri.
Magari lo chiederanno, persino, i cittadini vedendo ben pulito il quartiere sperimentale!!! 



Non posso pienamente valutarne la fattibilità perché mi mancano i dati della disposizione degli operai nei quartieri e delle quantità raccolte

giovedì 18 luglio 2019

Alla fine della Fiera

Alla fine della Fiera.. quali saranno le determinazioni di questa Giunta?

Questa amministrazione ha mostrato continuo disinteresse, quasi fastidio, per le Fiere in particolare e, in generale, per i mercati e il commercio ambulante. Possiamo ipotizzare che non le ritenga abbastanza chic?

Edizione dopo edizione tra Mandorlo e San Calogero, c’è stato l’aumentare dei disagi e dell’esasperazione dei commercianti con le conseguenti proteste di chi viene ad Agrigento per una settimana, per lavorare e non per soggiornare in vacanza. Abbiamo potuto vedere una diminuzione delle bancarelle e un aumento del disinteresse verso questi operatori.

La prima Domenica di San Calogero, con il collega Consigliere Angelo Vaccarello, abbiamo fatto un sopralluogo rendendoci conto della disorganizzazione e della sporcizia. Abbiamo raccolto le proteste di chi, al suo arrivo, non è stato accolto da personale comunale che gli ha mostrato dove mettersi e come comportarsi, nè dove trovare i servizi e come gestire i rifiuti.

Ciò ha causato, da quello che ci hanno detto, discussioni fra mercatisti sui posti da prendere, inserimento il sabato e la domenica (giorni economicamente più proficui) di commercianti non in lista e in posti non consentiti (anche davanti l’isola ecologica), oltre a disguidi e azioni di protesta.

L’isola ecologica, con tutto il suo contenuto, è stata chiusa a metà della fiera, dopo che per qualche mattina c’era stato l’ingresso dei mezzi tra le bancarelle.

Possiamo dire che, per fortuna, nessuno sembra essersi fatto troppo male cadendo nelle buche dell’asfalto e speriamo che la puzza dell’isola ecologica, che apprendiamo adesso richiederà una bonifica settimanale, contenesse solo particelle odorifere e non aggressivi agenti patogeni. Dall’indicazione della bonifica si ipotizza che ci sia stata qualche indicazione da parte dell’ASP che, addirittura, voci di corridoio dicono, avrebbe chiesto ufficialmente all’amministrazione di rispettare i requisiti di legge per l’area della Fiera.

Anche il Regolamento comunale parla chiaro: all’articolo 52 “Servizi di mercato

1. I mercati, per la tutela del decoro e dell‟igiene pubblica, devono essere dotati di: servizi igienici, anche amovibili (bagnotti chimici) per il personale addetto e per gli avventori; idonea rete per allacciamento elettrico e idrico; scarichi fognari per le acque reflue; attrezzature per la raccolta dei rifiuti solidi urbani in conformità alle disposizioni vigenti;

2. Il Comune, inoltre, non assicura il servizio di pulizia, in quanto lo stesso sarà effettuato dai mercatisti, pena l‟applicazione delle sanzioni amministrative di cui all‟art. 54 del presente regolamento.”

Tutto ciò è stato fatto o concesso? Cosa si è imparato da questo ennesimo fallimento? Verranno disposti per le prossime fiere controlli giornalieri? L’area dovrebbe essere delimitata e nessuno dovrebbe potere entrare, in qualsiasi ora del giorno e della notte, con le auto per farsi un giro!!

Attraverso l’imposta di soggiorno ci sarebbero i fondi per creare uno spazio utile per queste e altre Fiere, magari specializzate, che potrebbero rilanciare il turismo e la zona, depressa per il ponte chiuso.

Il sindaco sembra determinato a rivoltare la frittata e a cercare capri espiatori invece di lavorare sulla sviluppo della fiera. Evidentemente sa che i fieristi, per lo più, non sono di Agrigento e quindi non votano per il sindaco mentre, ormai, la sua azione è solo volta a riconquistare consensi per le prossime amministrative.

mercoledì 6 marzo 2019

nota su travestimenti e verità

Giornate di Carnevale finite. Il sindaco dal mantello azzurro ha detto che non far passare la sfilata dalla via Atenea era uno scherzo di cattivo gusto, in cui non c’entrava nulla. Rimane lo scherzo di non far passare, come da tradizione, la sfilata dalle altre vie: la via Callicratide e la via Manzoni dove i negozi restavano aperti e le persone potevano agevolmente vedere passare i gruppi folcloristici.

Ma la sfilata ora è chic. Passi per la via Atenea ma basta!

I patrimoni dell’umanità si esibiranno nella zona chic, soprattutto nella piazza Vittorio Emanuele, ora interdetta alle automobili.

Un’esibizione chic non può arrivare in fondo alla via Manzoni, ciò vorrebbe dire pulire strade che al momento sono abbandonate alla parietaria e alla spazzatura, quella che non è fatta solo da volantini.

Soprattutto la sfilata non può e non deve lambire quella fiera, così poco chic, dove operatori paganti, ma per la maggior parte non votanti in questa città, pagano soldini per vivere una settimana di disagi.

Abbiamo visto le foto dell’urina, confezionata in buste trasparenti, sul piazzale ex Saiseb. Uno scherzo di Carnevale o l’espressione concreta di un disagio vissuto in un ambiente inospitale? Ieri l’azienda che riscuote la TOSAP per conto del Comune ha fatto un giro tra le bancarelle. Peccato che i giorni in cui la fiera si riempie di abusivi sono quelli del fine settimana e gli operatori lamentano che, “tradizionalmente”, non passi nessuno a controllare.

Sembra inoltre una scelta infelice, non calendarizzando più nel periodo tradizionale, cominciare le manifestazioni in concomitanza con quel Carnevale che ha fatto spostare in altre Città persino i nostri concittadini, andati a vivere un’esperienza di divertimento e di meraviglia a poche decine di Km di distanza.

Travestirsi da principe azzurro o da mago Zurlì non servirà a non fare identificare il sindaco come l’artefice del decadimento di questa festa e della Città di Agrigento.



sabato 16 febbraio 2019

nota su cassette pubblicità



Le cassette per la pubblicità erano apparse una ventina di anni fa presso i nostri portoni. Salutate come un presidio di civiltà e decoro, perché impedivano lo “scampanellaggio selvaggio” di chi distribuisce i volantini e l’accumulo della carta nelle cassette della posta, sono adesso indicate come “arma impropria” per incivili.

Devono, dunque, essere tolte, non è specificato entro quanto tempo ma sono specificate le sanzioni, anche per chi getta il materiale pubblicitario sulla pubblica via: vanno da 50 a 500. Molte cassette sono state inserite previa delibera dell’assemblea condominiale, non basta semplicemente smontarle.

Il Comune, come testimoniano diverse sentenze del TAR in varie città italiane, non può, con propria ordinanza, vietare il volantinaggio (anche se, pare, che tali ordinanze, ad Agrigento, esistano): tale attività è libera e non può essere oggetto di limitazioni da parte dell’amministrazione; un provvedimento del genere violerebbe i diritti costituzionali di libertà dell’iniziativa economica privata.

E allora? L’idea “geniale” è quella di sanzionare i condomini che hanno, sulla pubblica via, le cassette per la pubblicità.

In alcune città è stato imposto che le cassette fossero chiuse da tutti i lati, in modo da prevenire la presa dei volantini a chi non avesse apposita chiave per l’apertura.

Ad Agrigento, stanno usando questo “escamotage” per nascondere il fatto che l’amministrazione ha ridotto in maniera drastica lo spazzamento delle strade, caricando ulteriori COLPE, disagi e oneri sulle spalle dei cittadini.

In alcune strade DA MESI non si spazza via quanto l”incivile” vento sparge, compreso ciò che cade durante la raccolta.

Dalla maggior parte delle strade sono stati tolti i cestini per la spazzatura lasciando nelle tasche e nelle auto dei “civili”, turisti o autoctoni, qualsiasi piccolo oggetto usato: un fazzoletto umido per il raffreddore, una coppetta del gelato mangiato allontanandoci dalla gelateria, la carta di un panino.

Le caditoie sono invase da spazzatura di tutte le taglie che impedisce pericolosamente il deflusso delle acque piovane, la colpa è SOLO dei volantini? Basta guardare bene per le strade: sacchetti, bottiglie, confezioni di cartone. E’ facile rendersi conto che non è così.

Molti di noi, la domenica sera, infilano diligentemente i volantini nel mastello carta.

Non si può eliminare lo spazzamento dalle nostre strade. Non si può pretendere il pagamento di cifre enormi per un servizio scarso, senza un regolamento comunale, con ordinanze che generano equivoci e amare risate, senza controllo se non di stile percepito come “persecutorio” dai cittadini. Invece aspettiamo di conoscere l’entità delle sanzioni elevate alle ditte e se sono state pagate.

Basta. Questa amministrazione la “munnizza” la fa “lievitare” perchè non sa gestire i costi e il servizio.

Se c’è qualcuno da sanzionare è chi si vanta di avere salvato la città con l’introduzione della differenziata. Non basta “introdurre” bisogna gestire in maniera efficace il sistema; scovare chi non paga come prima cosa. I cittadini lo chiedono da tempo, l’amministrazione però è sorda, oltre ad essere immotivatamente costosa.

giovedì 26 luglio 2018

nota su DEC esterno




Il 19 giugno è stato determinato negli uffici del Comune che, non esistendo professionalità interne da adibire esclusivamente al controllo dell’esecuzione del contratto di igiene pubblica (insomma gestione della spazzatura), c’è la necessità di rivolgersi ad una Ditta che si occupa di pianificazione ecosostenibile dei rifiuti. Nella determinazione si legge che l’incarico è stato, dunque, affidato ad una ditta che aveva presentato un’offerta, sua sponte dato che non ci sono indicazioni di richieste di preventivo. 

Lo aveva proposto più volte l’ex assessore Fontana di prendere un Direttore per l’esecuzione del contratto esterno, ovvero un consulente che, per conto del Comune, valutasse e coordinasse il lavoro delle ditte che si occupano di igiene pubblica, segnalando agli uffici comunali inadempienze da tradurre in sanzioni per le ditte. 

Adesso, praticamente un mese prima della fine del contratto, tale DEC è stato designato. 

L’incarico, nella determinazione, è solo per un mese, ovvero l’amministrazione, ha reputato che ciò che gli uffici non sono riusciti a fare in anni può farlo un consulente in un mese di lavoro, stante ciò che dicono le carte dell’incarico conferito per la somma di 3500 € oltre cassa (4%) e IVA con affidamento diretto perché importo inferiore a 40mila €. Una resa dei conti finale con le ditte appaltanti? 

Il 20 Luglio, nell’attesa dell’avvio del nuovo appalto gestito dalla SRR, è stata disposta la proroga di due mesi del contratto di igiene pubblica (comunque già prevista nel piano economico TARI che aveva stimato l’inizio del nuovo appalto per l’1 Ottobre). Ciò ha implicato anche la proroga di tutti i contratti accessori (ditte di trasporto, piattaforma di trasferenza e altro) e, si legge nella determinazione, che si conferma come Direttore per l’esecuzione del contratto il tecnico precedentemente nominato, che sarebbe la ditta esterna. 

Non si sa ancora se con il nuovo appalto per la gestione dei rifiuti il Direttore per l’esecuzione del contratto dovrà essere della SRR o del Comune (o uno per entrambi). 

Per diramare questa confusione è stato necessario inoltrare una interrogazione per il question time per conoscere quali vantaggi ha effettivamente portato il DEC esterno per il Comune, se l’incarico è stato prorogato per questi 2 mesi e cosa succederà all’avvento del nuovo appalto. 

Sicuramente la risposta sarà tardiva dato che i tempi del Consiglio sono lunghi e l’amministrazione permalosamente poco collaborativa e pronta a smentire anche quanto dichiarato in Consiglio. 

Tutti i cittadini sono alle prese con i ritardi nell’informazione comunale: aspettiamo da 21 giorni le modifiche all’ordinanza sindacale 99, quella che potenzialmente rende passibili di multa la maggioranza dei cittadini. E se il DEC esterno riscontrasse che tutti i problemi sono dovuti ad una deprecabile progettazione e informazione da parte dell’amministrazione?

giovedì 5 aprile 2018

Siamo sicuri che il problema siano incivili ed evasori? nota

Negli ultimi 2 piani finanziari per la TARI del Comune di Agrigento mancano dei dati importantissimi: il numero delle utente e i metri quadrati che occupano. Eppure sono i dati basilari per passare dal piano tariffario alle tariffe.



Il piano tariffario non è riscritto ogni volta, la delibera delle tariffe e il piano viene, molto probabilmente, scritta con il copia incolla ma purtroppo, ad un certo punto, sono saltati i riferimenti a questi fondamentali dati.

A fronte del pagamento di legioni di impiegati per fermare l’evasione, come cresce o decresce il numero delle utenze? Non è dato saperlo nel piano finanziario.

Durante la seduta di approvazione della TARI ho più volte richiesto il dato ufficiale.

Il dirigente finanziario ha, infine, dichiarato che esistono 38mila utenze domestiche e 3mila utenze non domestiche. 

Riscontro allora che a fronte di 41mila utenze, nella proroga tecnica con variante migliorativa al servizio del 21/7/17, si legge, che “il territorio comunale è stato diviso in zone e/o contrade per un numero di utenze da servire pari a circa 22.623”. Praticamente il servizio è stato progettato SOLO per il 60% delle effettive utenze?

Perché sono stati comprati 22623 set di mastelli per le utenze domestiche? Per risparmiare sottoponendo i cittadini a disagi?

Perché si è richiesto esplicitamente l’allontanamento di 14 unità lavorative? Per risparmiare sottoponendo i cittadini a disagi?

Il numero di lavoratori da impiegare è sicuramente legato al numero di utenze da servire oltre che all’ampiezza del territorio.

Al netto di eventuali incivili, come può funzionare un sistema progettato per 22mila se le utenze sono 38mila?

Perché un sistema che già non garantiva un efficiente diserbo e pulizia in tutta la città è stato ulteriormente azzoppato, diminuendo il numero di operatori?

In questo momento la città è in uno stato pietoso e a rischio sanitario eppure si continua a dire che tutto va bene, che presto si arriverà a regime e che piano piano pescheremo tutti gli evasori e gli incivili impareranno la lezione e si comporteranno bene.

Sono favolette per nascondere la VERA causa di questo servizio fallimentare? Una programmazione per una città che non è Agrigento: più piccola e con il 40% di utenze in meno!

domenica 18 febbraio 2018

Analizzando il nuovo appalto rifiuti SRR. A prima vista

Lo attendevamo ed è arrivato.
Già sparge terrore fra i netturbini infatti questo è il personale previsto:


E i mastelli?

Adesso spuntano quelli da 25 litri per l'umido ma solo per le utenze (un pò più di 7mila) che ancora devono essere rifornite.
Considerando che ad Agrigento ne compreranno solo per un quarto delle utenze e che Agrigento è la città più grande fra quelle che saranno servite fa impressione la differenza di costo!!!
Se noi abbiamo pagato: 
2,25€ il mastello dell'umido da 10 litri 
9,3 € ognuno di quelli per plastica-carta-indifferenziato e vetro 
adesso i costi praticati dalla SRR sono spaventosamente minori:
1, 53 € mastello da 25 litri
2,08 € mastello da 40 litri

Dopo una visita per richiedere chiarimenti alla SRR è risultato che i prezzi inseriti nella descrizione del servizio per Agrigento sono prezzi annuali che vanno, quindi, moltiplicati per 5 (gli anni del contratto).

Abbiamo comprato oltre 90mila mastelli pagandoli 7 € in più l'uno? 
Almeno in base ai documenti in mio possesso forniti dal Comune.


Anche i prezzi dei carrellati da 120 e 240 litri sono da moltiplicare almeno per 4.



Certo loro ne prenderanno il doppio rispetto quanto ne hanno comprati ad Agrigento:178.277 invece che 90.492! 
E' giustificabile questa differenza di prezzo?

Dopo aver speso con due concerti, volantini e altre cose di cui ancora mi devono dare conto circa 60mila euro in formazione (di cui 6500 € solo per progettare) adesso spuntano altri soldini per la formazione nella fase di start up (ma da noi già la stragrande maggioranza dei mastelli è già stata data), il primo anno e gli altri anni... e la cifra si impenna e arriverà direttamente sulla nostra TARI. Ne avevo parlato in un comunicato, vedi qui.



I documenti dell'appalto per Agrigento si trovano qui

Problemi con la spazzatura?

In questi giorni su FB, nelle case e nelle strade intorno a me è tutto un: e questo dove lo butto?
Per non finire come Ficarra e Picone nel film "L'ora legale" si può ricorrere anche ad una applicazione per il cellulare https://play.google.com/store/apps/details?id=it.giunko.junker&hl=it (la prima che mi è venuta in mente non faccio pubblicità ma cerco di semplificare la vita a me e agli altri) oppure basta anche cercare su google e sicuramente troverete da soli la risposta.

Altra cosa sono invece le problematiche che si potranno sviluppare in questi giorni. Per segnalarle potete utilizzare il modulo che trovate cliccando qui con tutti gli indirizzi a cui spedirlo.


Intanto molti dei nostri concittadini, che quando sono in Svizzera o in Germania in trasferta fanno tranquillamente la raccolta differenziata e non si sognano di insozzare la città, hanno deciso di buttare la spazzatura anche il sabato (cosa che non è MAI stata permessa) e i cassonetti sono stracolmi o, se capovolti, sono stati sommersi dalla spazzatura.
Ci sono anche delle discariche, piccole e grandi.
Se per strada ci sono ingombranti, anche se non li avete messi voi, segnalateli al numero:
Per tutti i curiosi che vogliono conoscere cosa prevede il nuovo bando che gestirà l'SRR potete cliccare qui.



giovedì 10 marzo 2016

Il caso della spazzatura di Vigata



Abbiamo letto le cronache giornalistiche della seduta dell'8 Marzo della Commissione Ambiente all'ARS, sull'emergenza spazzatura a Porto Empedocle.

Tutti gli agrigentini dovrebbero però sentire, dalla viva voce del loro attuale primo cittadino, la sua personale VISIONE del problema. 




La colpa della mancanza di liquidità e la situazione di squilibrio è dovuta a:

· Cittadini "malopagatori",

· Consiglio comunale,

· Associazione dei consumatori,

· Regione.

L'unico incolpevole è l'ex sindaco che dichiara, guardando i conti, che c'è poco da fare.

Si è "trasferito" ad Agrigento perché non sapeva come risolvere il problema Porto Empedocle?

Il sindaco si scagiona e individua tutte le colpe in 12 minuti, raccontando un'intricata vicenda che percorre i suoi 9 anni di mandato.

Dice che la città di Porto Empedocle ha vissuto al di sopra delle proprie aspettative, per via dei soldi delle misure compensative (circa 10 milioni di euro in 9 anni) e dell'affitto dell'area industriale di circa 250mila euro.

Fa impallidire però, capire, come sono stati utilizzati questi soldi.

"Spesa sociale" (?) dice ma, soprattutto, pagò la TARSU con, se non ricorda male, una copertura nel bilancio di circa di un milione e mezzo del servizio ad anno.

Se la matematica non è un'opinione, praticamente, con i soldi extra, il Comune riuscì a pagare solo la spazzatura. Così i cittadini di Porto Empedocle hanno avuto, per anni, bollette più leggere degli agrigentini mentre il loro Comune si abbelliva: ogni angolino un fiore.

Come veniva suddivisa la spesa della spazzatura a Porto Empedocle? Il Comune, spiega il sindaco, pagava la TARSU per il 52%, il 48% era invece a carico dei cittadini. Peccato che si registrasse un'evasione fiscale del 51% che bruciava ulteriormente i soldi delle misure compensative, succhiavano denaro anche le quote dovute all'ATO.

Il disallineamento arriva nel 2014, racconta il sindaco, con un costo del servizio di 3milioni 250mila ma viene incassato ZERO perché, dovendo applicare questa volta la TARI e potendo al massimo coprire solo il 7%, il Consiglio comunale avrebbe dovuto approvare in tempo le tariffe TARI. Il Consiglio però le bocciò e, egli stesso, spiegò ai Consiglieri che stavano mandando il Comune al dissesto. Il civico consesso, convinto sicuramente dal sindaco, approvò le tariffe ma fuori tempo massimo e così gli uffici non poterono fare la bollettazione anche per la battaglia delle associazioni dei consumatori che stavano raccogliendo firme per ribadire la non validità della delibera consiliare, approvata fuori tempo massimo. Poco dopo, attraverso un milleproroghe i termini vennero però allungati e la bollettazione partì. Il ritardo causò gravi problemi nei bilanci comunali.

Ci domandiamo perché in 9 anni l'amministrazione che ha permesso a Porto Empedocle, unico comune della Sicilia di avere i precari a 36 ore non ha pensato ad utilizzare i soldi "extra" per una massiccia operazione antievasione.

Non c'erano precari da poter utilizzare per il recupero crediti?

Tutti quei soldi, che potevano essere impiegati come si voleva, sono invece finiti per pagare la spazzatura.

Vi sembra l'economia di un buon padre di famiglia? Cosa succederà ad Agrigento dove l'amministrazione registra già emorragie di liquidità?

A chi sarà accollata la colpa? I cerini, intanto, li ha e li vuole tutti saldamente in mano il Sindaco.



C'è sempre tempo per trovare un colpevole.

martedì 28 aprile 2015

Spazzatura, soldi persi e promesse da marinaio?

Spazzatura ad Agrigento. 
A che punto siamo?



La gestione attuale è affidata a ditte diverse, le stesse che l'avevano in carico durante la gestione dell'ATO GESA. Tale assegnazione è stata prorogata di 6 mesi in 6 mesi in attesa che si trovasse, anche in consiglio comunale, una soluzione soddisfacente per tutti.

Nei primi mesi dello scorso anno è stata bandita una gara, non per aggiudicare il servizio, ma per l'affidamento dell'attività professionale della progettazione dei servizi di igiene urbana e dei servizi connessi nel territorio dell'ambito raccolta ottimale (ARO) del comune di Agrigento.
Nel nostro Comune ci sono fior di dirigenti ma, questa progettazione, che non sembra sia arrivata a conclusione, c'è costata 20mila euro ed è stata affidata ad esterni.
Per tutte le assurdità di questa vicenda puoi leggere qui.


In attesa che tale progettazione venga implementata (in mancanza però praticamente di indicazioni certe della politica), la Commissario ha bandito una gara per l'affidamento biennale.
Tale gara non è stata esperita dagli uffici comunali ma la progettazione è stata assegnata per 8500 euro alla stessa ditta aggiudicataria della progettazione del bando (quello dei 20mila euro).
Ho approfondito qui

A questo punto, dopo aver pagato le salate bollette del pattume, giusto pochi mesi fa, che includevano le spese della gestione diretta dell'affaire  spazzatura, quelle della GESA a cui comunque è ancora affidata la bollettazione, ci sono dunque altri 28500 euro da dividere fra tutti i cittadini. Saranno serviti? 

Che farà il nuovo sindaco, la nuova giunta, il nuovo consiglio?

Intanto il bando di gara biennale (che prevede di portare la raccolta differenziata al 40%) per oltre 7milioni di euro approvato il 20 Febbraio 2015, si è già bloccato o meglio è stato soggetto a rettifica e proroga che significa (ogni volta) oltre 500euro per la pubblicazione in GURS.

I plichi della gara dovranno pervenire entro l'11 Maggio e le operazioni di gara inizieranno il 26 Maggio, prima delle votazioni e dell'insediamento del nuovo sindaco.
Gare come queste, spesso, finiscono con liti e impugnazioni per poi arrivare ad un nulla di fatto.
E' una gara delicata: oltre ad un servizio fondamentale per questa città, sono coinvolti tanti lavoratori e molte aziende.

Se la spazzatura non fosse un affare ma un servizio da rendere alla comunità, se i politici non avessero tirato ognuno da una parte per motivazioni che tutti i cittadini possono immaginare, vivremmo in un posto pulito e pagheremmo molto meno.