giovedì 19 settembre 2019

nota su consulta del turismo


Il regolamento che istituisce la Consulta del turismo è stato emanato dal Consiglio comunale il 25/6/2018. La consulta, che ha poteri consultivi sull’uso del denaro raccolto con la tassa di soggiorno, doveva essere creata, per regolamento entro 60 giorni.
La somma in possesso del Comune è diventata consistente e attraverso le indicazioni del Sindaco, che ha “liberamente interpretato” le indicazioni della prima Consulta creata, sarà intanto spesa per creare una nuova via Cesare Battisti, in stile totalmente diverso da quello della scalinata di Madonna dei Angeli e con panchine e lampioni, ricordiamo, che costano tra i 5 e i 6 mila euro cadauno.
Questa amministrazione, così come si sottrae, disprezza e fa in modo di inibire il confronto democratico dell’aula consiliare, ad esempio ieri i filogovernativi non si sono presentati in aula facendo cadere la seduta che aveva in ODG importanti temi per la città, utili per i cittadini ma superflui e inutili per la giunta, non perde nemmeno tempo ad istituire questa consulta di cui ignorerebbe i consigli: il 2020 si avvicina e il sindaco non ha bisogno di consigli per spendere la tassa di soggiorno che coraggiosi possessori di strutture turistiche richiedono ai clienti, raccogliendo proteste per la sporcizia e la disorganizzazione in città.
I regolamenti sono LEGGI entro ogni Comune. Sicuramente vi sarete trovati a doverne rispettare qualcuno: edilizio, per la TARI o per altro… tranne che per la gestione della spazzatura perché quello, nonostante le promesse, non c’è ancora.
Ebbene a regolamento approvato a fine Giugno 2018 il Sindaco ha emanato atto di indirizzo per la predisposizione degli adempimenti solo il 3/10/18. Alla manifestazione di interesse hanno risposto, entro il 19/12/2018 solo 5 soggetti. Il regolamento fissa un numero massimo di persone e non un minimo, quindi si poteva già ad inizio d’anno convocare e discutere di turismo con persone che conoscono la materia.
Invece il sindaco ha deciso, bontà sua e in spregio al regolamento, di riaprire i termini della manifestazione di interesse. Alla nuova scadenza, del 15/2/19, sono pervenute altre adesioni che sono state, anche per le insistenze, indicate nelle pubblicazioni comunali.
Abbondantemente passati i 60 giorni, al question time del 5 settembre 2019, mi sono sentita rispondere dall’assessore che a breve saranno pubblicati i nomi di chi farà parte della consulta e, bontà del sindaco, se qualcuno non ha fatto richiesta ma vuol partecipare potrà fare istanza.
Dalla seduta sono già passati 14 giorni e ancora non si vede traccia né dei nomi né della data della prima convocazione.
Troppo impegnato il sindaco nella campagna elettorale, a creare nuovi assessori per alleanze in vista delle elezioni e a cercare nuovi equilibri politici.
Insomma Agrigento per il sindaco non è una città da amministrare ma  sembra usata come un’occasione da sfruttare per apparire e magari scalare le vette dalla politica, sperando in un seggio più prestigioso e/o aspettando venti propizi?



Per saperne di più ecco gli articoli non rispettati:
Il Regolamento della Consulta Comunale per il Turismo, rintracciabile all’indirizzo https://www.comune.agrigento.it/wp-content/uploads/2018/07/regolamento-Consulta-sul-turismo-1.pdf  dice:
all’art 5 comma  3 e 4
I soggetti –omissis- interessati a fare parte della Consulta Comunale per il Turismo, devono presentare apposita richiesta al Sindaco indicando il nominativo del proprio rappresentante ed allegando il report delle attività svolte.
Il Sindaco, con proprio provvedimento, sulla base delle richieste ricevute ed accertati i requisiti di cui sopra, nomina i membri della Consulta e, contestualmente, ne convoca la seduta di insediamento.
Invece l’ ART.9 BIS
1. La Consulta per il turismo assorbe le competenze della Consulta dei titolari delle strutture ricettive prevista dall’art. 1, comma 2 ter del Regolamento approvato con la Deliberazione di Consiglio comunale n. 192 del 04.11.2016, Consulta che con l’istituenda Consulta per il Turismo viene abrogata.
2. In via transitoria ed in deroga a quanto stabilito dall’art. 6 comma 1 del presente Regolamento, i componenti della Consulta devono essere nominati entro 60 giorni dal termine fissato, con apposito provvedimento del Sindaco, per la presentazione delle richieste di partecipazione alla Consulta.



martedì 27 agosto 2019

Quale sarà il futuro della gestione idrica in provincia dopo Girgenti Acque?

Quale sarà il futuro della gestione idrica in provincia dopo Girgenti Acque?
Il mese prossimo si dovrebbe riunire l'assemblea dell'ATI idrico per decidere la tipologia di azienda pubblica, SpA o consortile (che coinvolgono in maniera differente le amministrazioni comunali), che dovrebbe gestire il sistema acqua.
In molti comuni si sono tenute delle adunanze aperte per informare i cittadini sulla questione e coinvolgere i Consigli comunali, che si troveranno ad avere a che fare con lo statuto dell'azienda.
I cittadini devono essere messi a conoscenza di come si esprimerà il rappresentante di Agrigento nell'assemblea dell'ATI. Per questo ho già inoltrato una interrogazione alla Giunta comunale. Tra l'altro è nata la preoccupazione che il ritardo possa portare a spiacevoli soluzioni e che la società, nata pubblica, diventi agevolmente privata, tramite la cessione delle quote. I due statuti proposti si trovano sulla Home del sito dell'ATI.
Risulta altresì necessario che i Consiglieri comunali agrigentini siano a conoscenza di quanto succede nell'ATI e comprendano le motivazioni della scelta di tipologia del gestore, avendo la possibilità di esercitare il proprio diritto di indirizzo verso l'amministrazione.
Purtroppo in Consiglio comunale, da qualche anno, è diventato difficilissimo poter effettuare adunanze pubbliche. Sono state bloccate dall'impossibilità a procedere richieste importanti su temi come ospedale o ponte Morandi.
In ogni caso ho chiesto lo stesso l'adunanza aperta ma, visto che è importantissimo che almeno se ne discuta in Consiglio, ho anche formulato una proposta di ordine del giorno per la discussione in aula sul tema.
Attendo adesso le prossime sedute per conoscere la disponibilità del Consiglio a discutere sull'argomento al fine di rendere edotta la popolazione sullo schieramento delle forze politiche ma soprattutto sulle prospettive di realizzazione dell'agognata "acqua pubblica".


mercoledì 24 luglio 2019

A che gioco state giocando?

A che gioco state giocando?

Ieri , nella seduta del Consiglio comunale, riunito dopo oltre 10 giorni per parlare esclusivamente di PRG, c’è stata la richiesta, da parte di un assessore, di rinviare la seduta di una settimana per permettere la riflessione sulle direttive generali. Nella votazione del rinvio è caduto, però, il numero legale e quindi la seduta verrà riconvocata oggi: si presenterà qualcuno?

La seduta veniva da altri rinvii, sedute cadute, rimproveri della maggioranza all’opposizione che DEVE mantenere il numero legale con la palesata possibilità per la maggioranza di chiudere gli interventi in mancanza del numero legale per passare direttamente al voto e mettere l’opposizione alle corde nella seduta di prosecuzione.

Ieri sera, dopo l’esposizione delle direttive da parte dell’assessore al ramo, sono apparsi i primi timidi segnali di perplessità, in particolare sulla parte della proposta che modifica la zona di viale delle Dune. Così, dopo avere cercato il voto, ora, anche e soprattutto da parte di chi DEVE votare, si cerca di capirne di più. Era possibilità del Consiglio aprirsi alla condivisione confrontandosi con associazioni e professionisti sugli argomenti del PRG, possibilità che non è stata colta e ieri, tanto per cambiare, sembrava che la presidenza mi desse la colpa, di non averlo detto prima in consiglio (e che me li leggo solo io gli atti?).

Quindi se fino a qualche giorno fa sembrava tutto bellissimo e si era pronti per il voto, ora spuntano le perplessità e non si può nemmeno dire che esistono, negli step della procedura di approvazione, occasioni di confronto.

Come al solito il consiglio non è mai coinvolto dall’amministrazione ma deve solo ratificare quanto deciso. A mio avviso il lavoro sull’approvazione delle direttive generali doveva coinvolgere i consiglieri anche fuori dall’aula ma, fin dall’inizio, è stato caratterizzato da un “al voto, al voto”.

Probabilmente qualcuno, per compiacere l’amministrazione, ormai anche abbastanza “spregiudicamente”, da questa impronta alle sedute, convocate solo al fine di approvare gli atti indispensabili per l’ente e/o che vengono dalla giunta. Gli ordini del giorno languono e non si allungano solo perché, ormai, si è capito che è inutile aggiungere atti che, probabilmente, non verranno mai votati.

A proposito di votazioni, ieri per la commissione sui debiti fuori bilancio, che si avvia ad essere una mera “contatrice” di debiti per indicare la proporzione fra le varie tipologie, si è votata presidenza e vice presidenza. Hanno fatto saltare, la settimana scorsa, la prima votazione, invocando la democrazia perché eravamo solo 3 su 5, ma in realtà dovevano semplicemente trovare il tempo di mettersi d’accordo.

E così ho saputo del risultato della votazione prima della votazione, perché hanno anche fatto circolare la notizia. I nuovi presidente e vice presidente, hanno grossissime difficoltà a partecipare alle sedute (uno vive addirittura a 1000 km di distanza), però, dopo essersi proposti per l’elezione come membri ora sono “stati proposti” anche per “guidare” i lavori, come al solito si guarda all’onore piuttosto che all’onere che dovrebbe garantire un risultato.

Tanto sono tranquilli per la segretezza dei lavori che non permetterà nemmeno le sostituzioni .

Attenzione: il contenuto sarà secretato ma non lo sarà la mancanza di contenuto.

giovedì 18 luglio 2019

Alla fine della Fiera

Alla fine della Fiera.. quali saranno le determinazioni di questa Giunta?

Questa amministrazione ha mostrato continuo disinteresse, quasi fastidio, per le Fiere in particolare e, in generale, per i mercati e il commercio ambulante. Possiamo ipotizzare che non le ritenga abbastanza chic?

Edizione dopo edizione tra Mandorlo e San Calogero, c’è stato l’aumentare dei disagi e dell’esasperazione dei commercianti con le conseguenti proteste di chi viene ad Agrigento per una settimana, per lavorare e non per soggiornare in vacanza. Abbiamo potuto vedere una diminuzione delle bancarelle e un aumento del disinteresse verso questi operatori.

La prima Domenica di San Calogero, con il collega Consigliere Angelo Vaccarello, abbiamo fatto un sopralluogo rendendoci conto della disorganizzazione e della sporcizia. Abbiamo raccolto le proteste di chi, al suo arrivo, non è stato accolto da personale comunale che gli ha mostrato dove mettersi e come comportarsi, nè dove trovare i servizi e come gestire i rifiuti.

Ciò ha causato, da quello che ci hanno detto, discussioni fra mercatisti sui posti da prendere, inserimento il sabato e la domenica (giorni economicamente più proficui) di commercianti non in lista e in posti non consentiti (anche davanti l’isola ecologica), oltre a disguidi e azioni di protesta.

L’isola ecologica, con tutto il suo contenuto, è stata chiusa a metà della fiera, dopo che per qualche mattina c’era stato l’ingresso dei mezzi tra le bancarelle.

Possiamo dire che, per fortuna, nessuno sembra essersi fatto troppo male cadendo nelle buche dell’asfalto e speriamo che la puzza dell’isola ecologica, che apprendiamo adesso richiederà una bonifica settimanale, contenesse solo particelle odorifere e non aggressivi agenti patogeni. Dall’indicazione della bonifica si ipotizza che ci sia stata qualche indicazione da parte dell’ASP che, addirittura, voci di corridoio dicono, avrebbe chiesto ufficialmente all’amministrazione di rispettare i requisiti di legge per l’area della Fiera.

Anche il Regolamento comunale parla chiaro: all’articolo 52 “Servizi di mercato

1. I mercati, per la tutela del decoro e dell‟igiene pubblica, devono essere dotati di: servizi igienici, anche amovibili (bagnotti chimici) per il personale addetto e per gli avventori; idonea rete per allacciamento elettrico e idrico; scarichi fognari per le acque reflue; attrezzature per la raccolta dei rifiuti solidi urbani in conformità alle disposizioni vigenti;

2. Il Comune, inoltre, non assicura il servizio di pulizia, in quanto lo stesso sarà effettuato dai mercatisti, pena l‟applicazione delle sanzioni amministrative di cui all‟art. 54 del presente regolamento.”

Tutto ciò è stato fatto o concesso? Cosa si è imparato da questo ennesimo fallimento? Verranno disposti per le prossime fiere controlli giornalieri? L’area dovrebbe essere delimitata e nessuno dovrebbe potere entrare, in qualsiasi ora del giorno e della notte, con le auto per farsi un giro!!

Attraverso l’imposta di soggiorno ci sarebbero i fondi per creare uno spazio utile per queste e altre Fiere, magari specializzate, che potrebbero rilanciare il turismo e la zona, depressa per il ponte chiuso.

Il sindaco sembra determinato a rivoltare la frittata e a cercare capri espiatori invece di lavorare sulla sviluppo della fiera. Evidentemente sa che i fieristi, per lo più, non sono di Agrigento e quindi non votano per il sindaco mentre, ormai, la sua azione è solo volta a riconquistare consensi per le prossime amministrative.

giovedì 11 luglio 2019

Uscite fuori il contratto e il regolamento!


Uscite fuori il contratto e il regolamento!
Sia reso pubblico e messo bene in evidenza cosa prevede il contratto con le ditte per il servizio di raccolta (e spazzamento ?) dei rifiuti! I cittadini devono sapere cosa pagano!
Il porta a porta non è previsto in tutte le zone e le difficoltà, come si è ribadito più volte, sono pesanti soprattutto in centro storico dove vivono numerosi anziani.
Ieri la novità dell’eliminazione del servizio porta a porta, che funzionava benissimo, a Zingarello e l’inserimento di cassonetti stradali alla mercè di tutti.
Che fine hanno fatto le isole di prossimità delimitate e chiuse a chiave? Erano state illustrate durante la presentazione dell’offerta, che è successo? Sono stati fatti dei tagli?  A favore di cosa?
I cittadini pagano e sopportano situazioni sempre peggiori. A breve non si potrà più camminare con le scarpe aperte in molte vie, dove le foglie e i frutti degli alberi non vengono spazzati da mesi per mancanza dei netturbini.
Nessuna programmazione per la pulizia di questa città. Se i “fieristi” sono stati fatti accomodare su una zona sporca (basta vedere la coltre di foglie e frutti che c’è sotto le ruote dei furgoni), i cittadini piangono i disagi della mancata e/o efficace comunicazione su dove e quando buttare cosa mentre permane il problema degli ingombranti, delle multe e delle bollette immotivate e “degli incivili”.
L’unica cosa che si muove è il protagonismo civico di persone che si accollano il rischio di pulire zone lasciate nell’incuria da anni; anni in cui si sarebbe dovuta sviluppare esperienza e programmazione.
Immersi nella “munnizza” mentre viviamo in uno spot elettorale dove le luci vengono accese solo su ciò che è bello o funziona, naturalmente non per merito del sindaco.


sabato 29 giugno 2019

Lacrime, sangue e… munnizza!


Ieri sera sono stata approvate le linee guida di intervento per il riequilibrio finanziari.  Sono state elaborate in pochissimo tempo, dopo quasi un mese di “annaspamento”, e consegnate al Consiglio quasi per non essere lette  ma  approvate a “saccu d’ossa”.
Buona parte delle cifre presunte di disavanzo, tra gli oltre 4milioni e mezzo di quest’anno e gli oltre 5milioni del 2021 sono state trovate attraverso la possibilità di programmare la notifica di avvisi di accertamento nel triennio 2019-21: solo la notifica costerà 90mila euro ogni anno.
Tra l’altro, visto il trend di questi anni, è difficile che le favolose cifre richieste vengano effettivamente  introitate e allora hanno addirittura accantonato per intero qualcuna delle poste. Insomma l’importante era far tornare il riequilibrio con il minimo sforzo da parte di questa amministrazione: hanno fatto la cosa più semplice ovvero inviare bollette da pagare! 
Questo significherà che già nel 2019, ad una popolazione di meno di 60mila abitanti con circa 20mila nuclei familiari, arriveranno 24mila avvisi di accertamento IMU 2014/15, 21200 avvisi di accertamento TASI 2014/15 e 10190 avvisi TARI 2014/15. A leggere questi numeri, praticamente 2 o 3 ogni famiglia: equivale un po’ a dire che siamo tutti evasori. 
Sono anni che si alimentano, poco, le casse cittadine ma molto gli uffici comunali e i tribunali per la richiesta di cifre non dovute a cui sempre più persone si oppongono invece che pagare e basta. A  volte, l’esiguità della cifra  non vale lo sforzo e il denaro di consultare un avvocato o recarsi negli uffici comunali e gli utenti pagano. Sempre più persone, però, visto il ripetersi delle bollette “pazze” e per di più assurde rispetto ai servizi resi, si sono decise a dire basta.
“Sprovvisti di rossore” è un complimento per questa amministrazione che riduce i servizi ma inaugura piazze realizzate con i soldi con cui si potevano sistemare le strade. Ai disagi gli agrigentini sono abituati e non ci fanno più caso meglio stupirli con la costruzione di autentici spot 3 D in piazza Giglia. Adesso si rifiutano di pagare anche i trasferimenti ai ragazzi delle scuole superiori i cui genitori dovranno uscire dalle proprie tasche gli 8mila euro per il 2019 e i 25mila per il 2020. Abbiamo chiesto di metterci le loro indennità su queste cifre, con un taglio che avrebbe inciso anche meno del 10%. Naturalmente hanno detto di no. Il sindaco, che stimola al protagonismo civico e che chiede ai cittadini di svuotarsi le tasche per partecipare all’acquisto di vasi o altro, ha urlato, praticamente a squarcia gola, contro l’opposizione chiarendo che l’indennità non se la abbasserà mai e criticando il fare del M5S.
Protagonisti della serata anche i precari del Comune di Agrigento, definiti indispensabili da tutto il Consiglio. I precari hanno tributato applausi al sindaco per cui sono veramente indispensabili ma solo ogni volta che c’è da approvare ad occhi chiusi nell’aula consiliare qualcuno degli strumenti finanziari, peccato non faccia granchè per portare in aula per tempo i bilanci necessari per la stabilizzazione.

domenica 9 giugno 2019

nota su commissione consiliare sui debiti fuori bilancio del 8/6/19

L’istanza dell’istituzione di una commissione consiliare per indagare sulle cause di formazione dei debiti fuori bilancio è dell’ottobre 2018. La proposta di delibera è stata elaborata dagli uffici ed è stata approvata solo ieri dal Consiglio.

Speriamo che adesso la commissione sia in grado di lavorare e non sia affetta da croniche assenze dei componenti. Lo studio delle cause dei debiti fuori bilancio sarà molto complicato e la commissione ha 2 mesi di tempo per compierlo. Spero che già la prossima settimana si potrà concordare un incontro con gli altri consiglieri, che sono stati votati per fare parte della commissione. Ringrazio chi mi ha dato l’onore e la fiducia del voto, consapevole di avere adesso, insieme agli altri 4 consiglieri, l’onere di indagare questa penosa piaga che affligge i conti comunali.

I lavori del Consiglio sono sempre ingolfati. In questa convocazione, le cui sedute si sono tenute il 6 e il 7 Giugno, abbiamo approvato 4 debiti fuori bilancio e la delibera per l’istituzione della commissione.

Buona parte dei consiglieri filogovernativi sono andati via dopo essersi battuti per trattare la tematica del PRG e, noi dell’opposizione, siamo stati messi di fronte al fatto di non potere trattare altro per l’assenza dei funzionari responsabili dei temi trattati dalle restanti numerose delibere. In pratica il Consiglio non si può autodeterminare sull’ordine dei lavori d’aula ma deve seguire quanto è potenzialmente deciso da altri. Ieri sera, l’onere di tenere il numero legale e di lavorare sulle linee guida del PRG, doveva toccare all’opposizione approvando, eventualmente in pochissimi, la delibera.

In questo clima da campagna elettorale è bene capire che il lavoro del Consigliere è complicato, impegna tempo da rubare alla famiglia e c’è tanto da studiare. Il compenso minimo è solo per le sedute e non copre il girare per gli uffici o lo studio. Lo ricordo a chi è in questo momento in Consiglio e a chi affila le armi per entrarci.