martedì 22 marzo 2016

giovedì 17 marzo 2016

Comune e Soprintendenza: confronti




Se un povero mortale vuole modificare qualcosa in casa sua deve dare, come minimo, una comunicazione di inizio lavori.
Se i lavori riguardano un immobile di pregio tutelato dovrà richiedere il parere alla Soprintendenza con obbligo di presentazione di una corposa documentazione progettuale.



A mia domanda sui lavori che si stanno continuando ad effettuare sul palazzo comunale, ubicato in un settecentesco convento, la Soprintendenza  ha risposto di aver appreso il fatto da fonti giornalistiche e di avere proceduto ad un sopralluogo l'8 febbraio 2016.
Il sopralluogo ha accertato che erano in corso lavori di manutenzione ordinaria. La Soprintendenza precisa che per le opere di MANUTENZIONE STRAORDINARIA  l'autorizzazione ai sensi dell'art 21 dlgs 42/2004 è stata richiesta "in pari data" del sopralluogo, protocollata il 9 e che l'autorizzazione è stata rilasciata l'11 febbraio 2016.
Sicuramente tutti i cittadini in centro storico potranno testimoniare la stessa celerità per le loro richieste di autorizzazione.
Certo era stata abbattuta la parete accanto all'ascensore... quindi si trattava sicuramente di manutenzione ordinaria.

L’art. 146 comma 4 del D. Lgs, n. 42/2004 dice che “fuori dai casi di cui all’articolo 167, commi 4 e 5, l'autorizzazione non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli interventi.

Sanatoria? 
Il Comune non avrebbe mai potuto compiere atti tali da necessitare una sanatoria.
La corposa documentazione per i lavori straordinari era già pronta e già in viaggio verso la Soprintendenza proprio mentre questa compiva il sopralluogo.






Per quanto riguarda la 
salita Madonna degli Angeli, che dovrebbe essere a breve arricchita da mattonelle di ceramica artistica, alla mia domanda sulla necessità di un parere la Soprintendenza risponde che il Comune, prima di procedere all'intervento artistico, dovrà chiedere il loro parere trattandosi di collocazione di opere su spazi pubblici contestualizzati in siti urbani di valenza ambientale architettonica di pregio.





giovedì 10 marzo 2016

Il caso della spazzatura di Vigata



Abbiamo letto le cronache giornalistiche della seduta dell'8 Marzo della Commissione Ambiente all'ARS, sull'emergenza spazzatura a Porto Empedocle.

Tutti gli agrigentini dovrebbero però sentire, dalla viva voce del loro attuale primo cittadino, la sua personale VISIONE del problema. 




La colpa della mancanza di liquidità e la situazione di squilibrio è dovuta a:

· Cittadini "malopagatori",

· Consiglio comunale,

· Associazione dei consumatori,

· Regione.

L'unico incolpevole è l'ex sindaco che dichiara, guardando i conti, che c'è poco da fare.

Si è "trasferito" ad Agrigento perché non sapeva come risolvere il problema Porto Empedocle?

Il sindaco si scagiona e individua tutte le colpe in 12 minuti, raccontando un'intricata vicenda che percorre i suoi 9 anni di mandato.

Dice che la città di Porto Empedocle ha vissuto al di sopra delle proprie aspettative, per via dei soldi delle misure compensative (circa 10 milioni di euro in 9 anni) e dell'affitto dell'area industriale di circa 250mila euro.

Fa impallidire però, capire, come sono stati utilizzati questi soldi.

"Spesa sociale" (?) dice ma, soprattutto, pagò la TARSU con, se non ricorda male, una copertura nel bilancio di circa di un milione e mezzo del servizio ad anno.

Se la matematica non è un'opinione, praticamente, con i soldi extra, il Comune riuscì a pagare solo la spazzatura. Così i cittadini di Porto Empedocle hanno avuto, per anni, bollette più leggere degli agrigentini mentre il loro Comune si abbelliva: ogni angolino un fiore.

Come veniva suddivisa la spesa della spazzatura a Porto Empedocle? Il Comune, spiega il sindaco, pagava la TARSU per il 52%, il 48% era invece a carico dei cittadini. Peccato che si registrasse un'evasione fiscale del 51% che bruciava ulteriormente i soldi delle misure compensative, succhiavano denaro anche le quote dovute all'ATO.

Il disallineamento arriva nel 2014, racconta il sindaco, con un costo del servizio di 3milioni 250mila ma viene incassato ZERO perché, dovendo applicare questa volta la TARI e potendo al massimo coprire solo il 7%, il Consiglio comunale avrebbe dovuto approvare in tempo le tariffe TARI. Il Consiglio però le bocciò e, egli stesso, spiegò ai Consiglieri che stavano mandando il Comune al dissesto. Il civico consesso, convinto sicuramente dal sindaco, approvò le tariffe ma fuori tempo massimo e così gli uffici non poterono fare la bollettazione anche per la battaglia delle associazioni dei consumatori che stavano raccogliendo firme per ribadire la non validità della delibera consiliare, approvata fuori tempo massimo. Poco dopo, attraverso un milleproroghe i termini vennero però allungati e la bollettazione partì. Il ritardo causò gravi problemi nei bilanci comunali.

Ci domandiamo perché in 9 anni l'amministrazione che ha permesso a Porto Empedocle, unico comune della Sicilia di avere i precari a 36 ore non ha pensato ad utilizzare i soldi "extra" per una massiccia operazione antievasione.

Non c'erano precari da poter utilizzare per il recupero crediti?

Tutti quei soldi, che potevano essere impiegati come si voleva, sono invece finiti per pagare la spazzatura.

Vi sembra l'economia di un buon padre di famiglia? Cosa succederà ad Agrigento dove l'amministrazione registra già emorragie di liquidità?

A chi sarà accollata la colpa? I cerini, intanto, li ha e li vuole tutti saldamente in mano il Sindaco.



C'è sempre tempo per trovare un colpevole.

mercoledì 2 marzo 2016

Maioliche del caxxo



Il nervosismo da parte del primo cittadino si fa palpabile.. 
Ieri sera, alcuni colleghi Consiglieri, mi hanno riferito che, durante un mio intervento, avrebbe detto una frase tipo "La caxxata della Carlisi delle ore 9 e 25" e a qualcuno ha pure detto "ma l'hai sentita la caxxata della Carlisi?"
Peccato che non c'erano le telecamere di Ballarò e nemmeno quelle delle TV locali ad immortalare, se non altro, il labiale del sindaco. Stavolta potrà negare in tutta tranquillità.
Sicuramente è nervoso. 
Sicuramente ne ha motivo. 
Ne avrebbero ben più motivo gli agrigentini, timorosi di vedere ridotta la propria città come è adesso Porto Empedocle. 
Quale era la mia frase incriminata? 
La proposta di approntare, con i soldi della convenzione del Parco, una migliore segnaletica per orientare i turisti in città.
Nel successivo intervento al microfono il sindaco è riuscito a spiegare, senza l'ausilio della parola "caxxata" il perché del suo "disappunto".
Pare che il distretto turistico, quello ospitato nei locali del Comune alla cifra ridicola di 250 euro/mese, abbia predisposto 40 cartelli per lo scopo richiesto. 
Ho cercato in Rete, lo dice un articolo di Aprile 2015 ma ancora ad Agrigento ci si perde.
Peccato anche che tale "caxxata" sia stata votata come mozione dalla sua maggioranza.
Per parafrasare un detto: la caxxata maggiore è di chi la fa o di chi gli va dietro?


nota del 13/8/18 Questo il link dove si trova ciò che ho detto, all' interno della delibera 33: http://www.comune.agrigento.it/seduta-del-consiglio-comunale-del-1-marzo-2016

Ciò che ho detto io perché nessuno è intervenuto a smentire o replicare




fine nota del 13/8/2018


Sarà perché sono tornata a casa con la febbre, però la seduta del Consiglio è stata come un'allucinazione.

Il bilancio della seduta avrebbe potuto farlo l'unica giornalista presente, per dovere deontologico (ma non conosco bene le regole del giornalismo) di offrire un servizio pubblico invece che, come potrebbe sembrare, privato.
Infatti, invece dell'articolo sulla seduta, stamattina viene fuori uno sfottò sciocchino, che sembra scritto con disagio, che parla di un post di questo blog dove, accanto ad argomenti seri, mi permetto di inserire post faceto-sarcastici. 
La professionista, che è iscritta alla pagina degli "Attivisti con le stelle per Agrigento" ed è tra i miei "amici di FB" si è accorta solo ieri, a quanto pare, del post. 
Sicuramente non glielo ha fatto notare nessuno del biondo entourage, sceso dai piani alti per assistere al Consiglio.

Una mini cronaca della seduta, di parte naturalmente, ve la faccio io.

Sono passate diverse mozioni tra cui anche le mie 2 all'unanimità e  senza nessun intervento da parte dei colleghi.

Una, come ho detto, era sull' implementazione di una efficiente ed efficace segnaletica turistica.

L'altra sulla pubblicazione sul sito istituzionale degli unici dati ambientali al momento disponibili, cioè quelli dell'acqua potabile e dei reflui in uscita dal depuratore che poi finiscono in mare.
Vi dico perché la seduta è stata come un'allucinazione: ho parlato dei 34mila euro che l'amministrazione ha perso per non aver rispettato il patto con l'Ente Parco e nessuno si è alzato per chiedere conto e ragione all'amministrazione. E nessuno mi ha incalzato dicendo che fosse una "caxxata".
Pare che fosse un vergognoso fatto assodato da far passare sotto silenzio per cercare di farlo scomparire.
Se fosse stato addebitato al sindaco precedente ci sarebbe stato un "apriti
 cielo"... 

Questo sindaco, benché da poco insediato, ha già fatto registrare diversi flop: palatenda, programma della festa del mandorlo cambiato una trentina di volte, 2%irpef, Cugno vela, inizio fallito della raccolta differenziata, crisi coi 13 licenziati che adesso sarà risolta proprio come non ha voluto l'amministrazione nel mese di Novembre... non voglio annoiarvi oltre.. basta che vi rivolgete verso Porto Empedocle.. in caso di istinto masochistico.



La seduta ha registrato tutta una tirata da parte dei supporter della maggioranza: la Regione ci deve fare dare il 50% (così il buco dei debiti fuori bilancio diventerà di più), dobbiamo aiutare l'amministrazione per farle ottenere più soldi dall'Ente Parco:
Ha solo chiesto 48mila euro di maioliche, perché (ma poi perché?) Agrigento deve diventare la città delle maioliche.
Possiamo ottenere di più: vernice per pali iridescente, le ceneri di Agrigento dentro un vaso di maiolica di Caltagirone e acqua ossigenata per i capelli di tutti gli agrigentini (o tintura biondo cenere per chi li ha bianchi).

L'articolo mi ha fatto sorridere, il silenzio dei colleghi mi ha fatto paura.
Il tutto mi porta a sperare che il tramonto del re possa essere vicino e che noi non faremo la fine di Porto Empedocle.

venerdì 26 febbraio 2016

Quando il Sindaco non "appartiene" alla città che amministra



Ci sono cose che non si possono capire, tradizioni e sensibilità peculiari del luogo... poi viene un "estraneo" e le violenta e le cambia con la presunzione che così è meglio.
Una tradizione è una tradizione: non si tocca!
Può aver detto di sentirsi agrigentino.. ma è davvero così?
Ogni agrigentino sa che al Viale della Vittoria i vasi erano ben diversi, un agrigentino non si sarebbe mai sognato di bloccare il Viale in ZTL eliminando il passio (retaggio dell'antico struscio) automobilistico domenicale, un agrigentino sa che al Viale ci vanno le baracche e che non si occupa a tappo piazza Cavour con giostre e prefabbricati natalizi, un agrigentino non sarebbe volato a Roma per dare la cittadinanza ad un empedoclino, seppur famoso, che la accetta con malagrazia, un agrigentino non maiolicherebbe la scalinata di Madonna degli Angeli, ecc ecc..
La sfilata dei gruppi folcloristici per il Mandorlo in fiore ha un percorso ben determinato che tutti conoscono e che riempie di persone TUTTE le vie attraversate. 
Un agrigentino non lo cambierebbe.
Ad Agrigento le vie sono strette e non tutti se la sentono di farsi stritolare in Via Atenea. 
Perché modificare il percorso e togliere la via Callicratide e la via Manzoni? 
Tante attività stavano aperte anche fino a tardi per la fiaccolata o aprivano la domenica dell'esibizione finale. 
Perché quest'anno no? 
Sindaci e buoi dei paesi tuoi.

martedì 23 febbraio 2016

Da risorsa a debito fuori bilancio?





Se è vero che l’art 7 della Legge 10 del 1999 stabilisce l’Assegnazione ai comuni di parte dei proventi della vendita di biglietti di accesso quantificato nel 30 per cento dei proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di accesso a musei, gallerie ed alle zone archeologiche e monumentali regionali da versare direttamente, con cadenza trimestrale, ai comuni nel cui territorio gli stessi ricadono in realtà questa disposizione è stata corretta più volte per arrivare ad un “fino al 30%”.

Ad Agrigento questi soldi arrivano con il contagocce.

Il Comune di Agrigento aveva stabilito di utilizzare 34mila euro da prendere dai soldi della Convenzione con il Parco per pagare le spese del Natale e Capodanno:





Tra Comune e Ente è stata stilata una integrazione di convenzione il 17/11/2015 peccato che, come si legge nella determina 23 del 18/2/2016 dell’Ente Parco, questi 34mila euro il Comune non li riceverà perchè non ha organizzato nessuna manifestazione presso il tempio della Concordia.






Diventerà un altro debito fuori bilancio?

Mentre da una parte Parco incamera il Parcheggio di Porta V e si sbarazza di un Cugno Vela inutilizzabile, a spese del Comune, nonostante il Consiglio comunale si sia opposto, dall’altra parte lo stesso Ente Parco utilizza un'altra  convenzione per "non dare "soldi al Comune.

Il Comune sapeva di dovere organizzare una manifestazione presso il tempio?

Perchè non lo ha fatto?

Sarebbero bastati 34mila euro per fare festa in città e nella Valle?





Quanti interrogativi…

E altri soldi che, tanto per cambiare, dovranno uscire dalle tasche degli agrigentini.
E dire che ieri il Consiglio comunale aveva dibattuto a lungo sul come fare incamerare al Comune un contributo del Parco più vicino al 30% dello sbigliettamento.