mercoledì 20 marzo 2019

Nota del 19/3/19 su street food San Leone



Nel 2005 il Consiglio comunale ha redatto apposito Regolamento per il Commercio su aree pubbliche che ha un corredo di allegati con le postazioni previste per il commercio in tutta la città.

Gli allegati non sono mai stati modificati, almeno non ce ne è evidenza.

L'amministrazione ha deciso che l'area di piazzale Caratozzolo non deve ospitare il cibo da strada ma, a quanto pare, dovrà diventare un parcheggio, lasciando libero il fronte mare.

Così anche oggi sono stati fermati e sequestrati dei mezzi per lo street food dalla polizia municipale.

Regolamento comunale contro sindaco. Come per la attribuzione della cittadinanza onoraria, c'é un regolamento sconosciuto all' amministrazione.

Agitazione in aula dove abbiamo chiesto, praticamente tutte le forze politiche tranne Forza Italia, di trattare un atto di indirizzo composto per l'occasione.

Rigidità della Presidenza sul tema per cui all'inizio la trattazione doveva essere fatta in base all' art 31 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale e rinviata, dalla conferenza dei capigruppo all' arrivo di notizie dalla riunione in prefettura.

Arrivate le notizie con l'assessore Muglia di un accordo per tenere lo spazio occupato fino a quando ci saranno anche le giostre.

L'accordo deve essere però accettato dal sindaco e si guarderanno i documenti comunali perché l'assessore competente, sempre Muglia, ammette di non conoscere il regolamento.

E così aspettiamo l'opinione del sindaco. Non il regolamento ma la sua opinione.

Ricordiamo che in Consiglio seggono diversi consiglieri comunali filogovernativi che possono presentare modifiche al regolamento inserendo indicazioni di decoro secondo i gusti di questa amministrazione.

Quantomeno in questo caso si rispetterebbe un regolamento vigente.

Ancora una volta scontiamo la mancanza di regole ad Agrigento che permettono continue eccezioni.

Questa amministrazione deve andare via perché non studia e non si confronta con i cittadini, ciò che propone sembra per pochi ma non per tutti.

La mozione di sfiducia ha in questo momento una terza firma, quella di Gerlando Gibilaro oltre alla mia e a quella di Salvatore Borsellino.

martedì 12 marzo 2019

nota su fognatura viale Emporium


Riguardo il completamento della rete fognaria della frazione di San Leone ho chiesto un incontro al Prefetto di Agrigento, il mese scorso, per definire la situazione dei cittadini della zona, schiacciati da un equivoco burocratico e dalla lentezza delle istituzioni.
Nel 2019, viviamo ancora nell’assurdità di non  avere un sistema fognante e di depurazione attivo. Alcuni cittadini della zona di viale Emporium hanno ricevuto esose multe per avere sversato liquami al di fuori della rete fognante che, però, non esiste. Quegli stessi cittadini hanno pagato bollette idriche e alcuni anche gli oneri di urbanizzazione che avrebbero dovuto comportare la costruzione di una rete fognante adeguata ma ciò non è avvenuto.
Le multe sono state comminate dal Consorzio dei comuni di Agrigento (ex provincia regionale di Agrigento) per violazione del Codice dell’Ambiente.
Per la mancanza di validi depuratori lungo la costa siamo in un’infrazione costosa da parte dell’Europa: è un sistema che non è a norma perché tutti gli enti preposti non si sono mossi efficacemente e hanno trascurato la situazione per almeno 40 anni.
A farne le spese sono sempre i cittadini.
Il complesso di questi comportamenti provoca forti  malumori nella popolazione interessata dalle multe, perché appare senza senso che si possa contestare una violazione in mancanza di una rete fognaria che doveva essere costruita con gli oneri di urbanizzazione versati.
In attesa della realizzazione della fognatura, che si prevede a Gennaio dell’anno prossimo, perché questi cittadini devono pagare? Continueranno a pagare fino a quando non saranno realizzate le fognature?
Nelle more della realizzazione delle opere, non sarebbe opportuno bloccare il recapito dei verbali sanzionatori?
Per questo, con i rappresentanti di questi cittadini che si sono riuniti  nell’associazione Emporium, abbiamo chiesto un incontro al Prefetto per affrontare la tematica e intervenire su una situazione che non fa dormire, a tante famiglie, sonni tranquilli.


mercoledì 6 marzo 2019

nota su travestimenti e verità

Giornate di Carnevale finite. Il sindaco dal mantello azzurro ha detto che non far passare la sfilata dalla via Atenea era uno scherzo di cattivo gusto, in cui non c’entrava nulla. Rimane lo scherzo di non far passare, come da tradizione, la sfilata dalle altre vie: la via Callicratide e la via Manzoni dove i negozi restavano aperti e le persone potevano agevolmente vedere passare i gruppi folcloristici.

Ma la sfilata ora è chic. Passi per la via Atenea ma basta!

I patrimoni dell’umanità si esibiranno nella zona chic, soprattutto nella piazza Vittorio Emanuele, ora interdetta alle automobili.

Un’esibizione chic non può arrivare in fondo alla via Manzoni, ciò vorrebbe dire pulire strade che al momento sono abbandonate alla parietaria e alla spazzatura, quella che non è fatta solo da volantini.

Soprattutto la sfilata non può e non deve lambire quella fiera, così poco chic, dove operatori paganti, ma per la maggior parte non votanti in questa città, pagano soldini per vivere una settimana di disagi.

Abbiamo visto le foto dell’urina, confezionata in buste trasparenti, sul piazzale ex Saiseb. Uno scherzo di Carnevale o l’espressione concreta di un disagio vissuto in un ambiente inospitale? Ieri l’azienda che riscuote la TOSAP per conto del Comune ha fatto un giro tra le bancarelle. Peccato che i giorni in cui la fiera si riempie di abusivi sono quelli del fine settimana e gli operatori lamentano che, “tradizionalmente”, non passi nessuno a controllare.

Sembra inoltre una scelta infelice, non calendarizzando più nel periodo tradizionale, cominciare le manifestazioni in concomitanza con quel Carnevale che ha fatto spostare in altre Città persino i nostri concittadini, andati a vivere un’esperienza di divertimento e di meraviglia a poche decine di Km di distanza.

Travestirsi da principe azzurro o da mago Zurlì non servirà a non fare identificare il sindaco come l’artefice del decadimento di questa festa e della Città di Agrigento.



mercoledì 27 febbraio 2019

nota del 27/2/19 sul Cimitero Piano Gatta


Ancora nessuna soluzione per il cimitero di Piano Gatta.
Dopo 2 mesi è stata mandata la replica degli uffici alla lettera della ditta che gestisce il cimitero, per incrociare le armi e condurre l’ennesima battaglia legale del Comune di Agrigento.
Si contestano delle infrazioni del 2014, rinvenute solo adesso. Sicuramente era dovere della ditta inviare tempestivamente le variazioni societarie però nella vicenda balza agli occhi come gli uffici non abbiano tenuto sotto controllo e abbiano sottovalutato un problema che pagano gli agrigentini; in prima persona le famiglie che hanno i feretri custoditi nella camera mortuaria del cimitero.
Ricordiamo che la camera mortuaria, secondo l’art 64 del DPR 285/90, serve per l'eventuale sosta dei feretri prima del seppellimento. Nella stessa legge, l’art 65, dice che: “1. La camera mortuaria deve essere illuminata e ventilata per mezzo di ampie finestre aperte direttamente verso la superficie scoperta del cimitero e dotata di acqua corrente. 2. Le pareti di essa, fino all'altezza di m 2, devono essere rivestite di lastre di marmo o di altra pietra naturale o artificiale ben levigata, ovvero essere intonacate a cemento ricoperto da vernice a smalto o da altro materiale facilmente lavabile; il pavimento, costituito anch'esso da materiale liscio, impermeabile, ben unito, lavabile, deve essere, inoltre, disposto in modo da assicurare il facile scolo delle acque di lavaggio, di cui deve anche essere assicurato il facile ed innocuo smaltimento.”
La camera mortuaria del cimitero di Paino Gatta ha queste caratteristiche? A quanto pare no.
C’è bisogno di una soluzione, c’è bisogno di pretendere una soluzione e che questa venga trovata subito.
Bisogna che intervengano tutte le autorità competenti prima che le temperature, quella atmosferica e quella degli animi, si riscaldi troppo.
Si convochi con urgenza una conferenza di servizio che coinvolga l’ASP, Ditta, Comune, il Prefetto e anche la Chiesa agrigentina perché questa emergenza coinvolge e mette alla prova anche la fede.




nota del 24/2/19 su costi mensa scolastica


I problemi, quelli seri.
Contattate da alcune mamme siamo andate a chiedere lumi riguardo il servizio mensa.
Abbiamo chiesto il dato aggregato delle fasce relative al pagamento della mensa.
A fronte di 597 pasti erogati, oltre un terzo, 211, sono gratis. Pagano il massimo il 16% dei bambini, 98.
Una situazione che mette in luce come questa città, dalle potenzialità immense, ha buona parte della popolazione in condizioni economiche preoccupanti.
Non tutti possono permettersi di pagare  25 € a settimana a bambino, tanto è stato fino alla settimana scorsa il prezzo che ora diminuisce di 50 cents al giorno per i 98 che pagano al 100%.
Inoltre con i pagamenti si copre solo il 40% delle spese, il resto dei soldi li mette il Comune.
Lo scorso anno, all’interno della prima commissione di cui facciamo parte, abbiamo discusso con l’ex assessore, l’opportunità di inserire il piatto unico al fine di agevolare economicamente le famiglie, abbassando il costo del pasto.
Il sindaco, prima di fare proclami, per avere abbassato il prezzo delle mense, nemmeno tempestivamente perché il piatto unico è stato introdotto all’inizio dell’anno scolastico , si preoccupi di non deprimere con le sue azioni l'economia della città a fronte anche delle altissime tasse a cui siamo sottoposti come cittadini.

Marcella Carlisi Movimento 5 Stelle
insieme a Teresa Nobile, Alternativa Popolare

mercoledì 20 febbraio 2019

nota su bandi

Ieri ho letto sulla stampa che  le “colpe” per la mancata partecipazione al bando sulla pubblica illuminazione sia da addebitare, secondo questa amministrazione, alle amministrazioni precedenti perché non hanno realizzato il PAES.
Questa amministrazione dimentica di essere al governo da 3 anni e mezzo e di PAES in questi anni se ne è parlato più volte. Ne ho chiesto l’adozione, attraverso mozioni ed interrogazioni ma la speranza vera, dopo mille promesse degli assessori, è nata solo qualche giorno fa.
Ma i flop ai bandi sono una costante di questa amministrazione. Ecco uno dei prossimi:
Ho segnalato mesi fa all’amministrazione la presenza di un bando regionale che mette a disposizione fino a 500mila euro a fondo perduto per la ristrutturazione/costruzione di asili comunali.
Il bando scade il mese prossimo ma gli uffici  fanno sapere che non proporremo  nessun progetto, nemmeno quello relativo all’asilo Esseneto chiuso da anni, perché nessuno si può occupare della progettazione.
Sembra infatti che il nostro personale, non avendo usufruito dell’opportuno aggiornamento, non sia nella possibilità di fare simili progetti e quindi anche questi soldi andranno persi.
Nel bando, che si trova qui: http://pti.regione.sicilia.it/portal/pls/portal/docs/149119756.PDF , sono segnalate diverse possibilità ma non siamo in grado di coglierne alcuna, anzi a breve saremo costretti a pagare una società di progettazione.
Per la “fortuna” di questa amministrazione possiamo ancora progettare “utilità cittadine” come la ristrutturazione di via Cesare Battisti!
Il mancato aggiornamento della formazione del personale causa molte spese, ad esempio, fa si che non abbiamo nessuno nella pianta organica che possa accatastare gli immobili comunali.
Se c’è qualche “protagonista civico” nei dintorni batta un colpo!

sabato 16 febbraio 2019

nota su cassette pubblicità



Le cassette per la pubblicità erano apparse una ventina di anni fa presso i nostri portoni. Salutate come un presidio di civiltà e decoro, perché impedivano lo “scampanellaggio selvaggio” di chi distribuisce i volantini e l’accumulo della carta nelle cassette della posta, sono adesso indicate come “arma impropria” per incivili.

Devono, dunque, essere tolte, non è specificato entro quanto tempo ma sono specificate le sanzioni, anche per chi getta il materiale pubblicitario sulla pubblica via: vanno da 50 a 500. Molte cassette sono state inserite previa delibera dell’assemblea condominiale, non basta semplicemente smontarle.

Il Comune, come testimoniano diverse sentenze del TAR in varie città italiane, non può, con propria ordinanza, vietare il volantinaggio (anche se, pare, che tali ordinanze, ad Agrigento, esistano): tale attività è libera e non può essere oggetto di limitazioni da parte dell’amministrazione; un provvedimento del genere violerebbe i diritti costituzionali di libertà dell’iniziativa economica privata.

E allora? L’idea “geniale” è quella di sanzionare i condomini che hanno, sulla pubblica via, le cassette per la pubblicità.

In alcune città è stato imposto che le cassette fossero chiuse da tutti i lati, in modo da prevenire la presa dei volantini a chi non avesse apposita chiave per l’apertura.

Ad Agrigento, stanno usando questo “escamotage” per nascondere il fatto che l’amministrazione ha ridotto in maniera drastica lo spazzamento delle strade, caricando ulteriori COLPE, disagi e oneri sulle spalle dei cittadini.

In alcune strade DA MESI non si spazza via quanto l”incivile” vento sparge, compreso ciò che cade durante la raccolta.

Dalla maggior parte delle strade sono stati tolti i cestini per la spazzatura lasciando nelle tasche e nelle auto dei “civili”, turisti o autoctoni, qualsiasi piccolo oggetto usato: un fazzoletto umido per il raffreddore, una coppetta del gelato mangiato allontanandoci dalla gelateria, la carta di un panino.

Le caditoie sono invase da spazzatura di tutte le taglie che impedisce pericolosamente il deflusso delle acque piovane, la colpa è SOLO dei volantini? Basta guardare bene per le strade: sacchetti, bottiglie, confezioni di cartone. E’ facile rendersi conto che non è così.

Molti di noi, la domenica sera, infilano diligentemente i volantini nel mastello carta.

Non si può eliminare lo spazzamento dalle nostre strade. Non si può pretendere il pagamento di cifre enormi per un servizio scarso, senza un regolamento comunale, con ordinanze che generano equivoci e amare risate, senza controllo se non di stile percepito come “persecutorio” dai cittadini. Invece aspettiamo di conoscere l’entità delle sanzioni elevate alle ditte e se sono state pagate.

Basta. Questa amministrazione la “munnizza” la fa “lievitare” perchè non sa gestire i costi e il servizio.

Se c’è qualcuno da sanzionare è chi si vanta di avere salvato la città con l’introduzione della differenziata. Non basta “introdurre” bisogna gestire in maniera efficace il sistema; scovare chi non paga come prima cosa. I cittadini lo chiedono da tempo, l’amministrazione però è sorda, oltre ad essere immotivatamente costosa.