sabato 3 febbraio 2018

Nota su bocciatura delibera diminuzione TARI per pollai domestici

Non tutti sanno che possono pagare il 30% in meno di TARI ad Agrigento se hanno avviato il compostaggio dei propri scarti organici. Basta avere una compostiera (che prima veniva data gratuitamente dalla ex GESA) e dimostrare di comprare l’apposito acceleratore biologico (art 23 comma 3 del regolamento comunale).
Alcune persone hanno dei pollai domestici cui destinano tutti gli scarti organici, mangiati voracemente dalle produttrici di uova. Assimilando, dunque, la compostiera ad un pollaio avevo proposto per questi utenti delle riduzioni, tra l’altro perfino minori fino a 4 polli.
Molte delle utenze dotate di pollaio, sono situate lontane dai centri abitati ed è difficile raggiungerle con il servizio di raccolta differenziata. Addirittura, per la lontananza dai centri abitati, già godono di riduzioni per prestazioni inferiori di servizio (e le riduzioni non possono sommarsi).
La riduzione aveva il parere favorevole del dirigente finanziario che ha spiegato in Consiglio che lo sconto non gravava sulle bollette degli altri utenti perché, non conferendo umido e non prelevandolo dalle utenze, si abbatte un costo.
La riduzione avrebbe provocato anche la denuncia degli eventuali pollai “abusivi” all’ASP, permettendo il reale censimento utile in caso di emergenze sanitarie, come quella di influenza aviaria qualche anno fa.
Eppure la maggioranza e parte dell’opposizione si è astenuta bocciando, di fatto, l’atto e non permettendo ai cittadini di risparmiare.
La giustificazione? Un provvedimento poco democratico perché non tutti possono tenere un pollaio. Non si capisce perché chi ha un pollaio e non produce umido debba pagare in bolletta le spese di tutti gli altri che l’umido invece lo producono, strano concetto di democrazia.
Dobbiamo andare verso il pagamento della spazzatura effettivamente prodotta. In Consiglio è passato un altro mio atto per la revisione delle tariffe con le categorie professionali che pagano spesso senza produrre.

Chissà se il dirigente e l’amministrazione troverà il tempo di ascoltare chi lavora e paga con difficoltà grasse e grosse bollette TARI.

venerdì 2 febbraio 2018

Nota su costituzione parte civile su pennelli a mare



Con la delibera 201 del 30/11/2017 il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’atto di indirizzo da me proposto riguardo la costituzione di parte civile del Comune di Agrigento relativamente ad eventuali i eventuali processi riguardanti l’inquinamento.

E’ già stata rimandata più di una volta l’udienza preliminare sui “pennelli a mare” ma il sindaco non ha ancora dato nessun incarico di costituzione di parte civile agli avvocati del Comune.

Non risulta fra gli atti pubblicati del Comune nessuna investitura eppure ora i tempi sono maturi, nell’atto approvato si chiedeva anche di intervenire presso l’ATI idrico che può essere interessato anche alla costituzione.

La Giunta ha valutato che non sia il caso di procedere?

Eppure i cittadini di Agrigento scesero in spiaggia a protestare col gruppo degli Inquinati guidato da Brigida Pullara nella lotta per il mare pulito da cui poi scaturì l’inchiesta.



La prossima udienza preliminare dovrebbe essere stata fissata per il 9 Febbraio. La giunta dia l’incarico al settore avvocatura o spieghi agli Agrigentini perché non vuole fare questo passo.

lunedì 29 gennaio 2018

Piano delle affissioni

Lo avevamo detto in Commissione e in Consiglio e avevamo votato per questo negativamente.
Il  Piano generale degli impianti destinati alle affissioni pubbliche e private andava modificato perché poteva trasformarsi in una maxi sanatoria per quei furbi che si erano impadroniti abusivamente di spazi per affissione che, previsti dal piano da a approvare, sarebbero stati  sanabili a sfregio di chi si era comportato onestamente.
La maggioranza, nonostante le nostre perplessità, aveva votato favorevolmente il 30/3/17 e piano e allegati erano passati.
Impugnati immediatamente dalle ditte e sospesi,  gli atti sono stati al centro di una battaglia legale che è approdata al TAR e oggetto di sentenza qualche giorno fa.

Il Comune incassa anche questo colpo per improvvisazione e dissennatezza. Come opposizione possiamo solo denunciare e cercare di  aprire gli occhi agli amministratori su possibili danni ma loro guardano solo verso feste e decori. Sparano fumo mentre il nostro Comune, i nostri soldi, finiscono bruciati.

sabato 16 dicembre 2017

La solita storia: maggioranza latitante



Anche ieri abbiamo dovuto aspettare mezz’ora per raggiungere il numero legale. La maggioranza si presenta in ritardo o non partecipa alle sedute facendo cadere il peso delle deliberazioni sull’opposizione. Se responsabilità si deve chiedere lo si deve chiedere ad una maggioranza il cui unico compito in questi anni è stato quello di ratificare quanto proposto dall’amministrazione. Nessuna proposta spontanea tranne quelle per tacitare e tenere a freno l’opposizione che, con proposte e interventi, rischia di appannare la figura di Firetto.

Ieri i consiglieri di maggioranza hanno detto SI ad un atto che impedisce la corretta applicazione della destinazione del 2% dell’IRPEF regionale alla scelta popolare. Infatti, come specificato da circolare esplicativa, le proposte DEVONO essere dei Cittadini e non di emanazione sindacale. Addirittura invece sono state scelte dalla giunta che, nella seduta del 27/11/17, era composta solo da 3 residenti ad Agrigento fra i 5 presenti .

Ora si rischia un nuovo grosso debito fuori bilancio perché, per legge, se non si rispetta la volontà popolare le somme a disposizione 55.944 € devono essere restituite l’anno successivo. Probabilmente ciò non interessa al sindaco, si vocifera in cerca di un seggio sicuro a Roma, perché sarà un problema della Città solo successivamente, quando potenzialmente sarà al sicuro a Roma.

Intanto ieri molti consiglieri hanno votato SI solo per difendere la loro poltrona, quanto durerà? Il Movimento 5 stelle non intende mantenere il numero legale (con il suo NO), questa maggioranza sfidi da sola la sorte e la Corte dei Conti e ratifichi con i suoi numeri gli atti del bilancio. Lo spettro di Porto Empedocle ci guarda da pochi chilometri di distanza.

mercoledì 6 dicembre 2017

Raccolta differenziata del caos



La mancata programmazione produce caos.

La raccolta differenziata consta (e costerà ai cittadini) di improvvisazione e assenza di programmazione, nonostante fosse tra i proponimenti di questa amministrazione (con “tecnici”) che ha avuto metà mandato di tempo per studiarne la progettazione.

Il 30 Agosto 2017 avevo depositato una richiesta per un Consiglio comunale aperto sul tema della raccolta differenziata. Tale seduta, si giustifica la Presidenza del Consiglio, non si è potuta organizzare perché le conferenze dei capigruppo sono andate deserte.

All'ordine del giorno, nella seduta del Consiglio di oggi alle 18.30, ci sono un paio di punti che riguardano la raccolta differenziata: sarà necessario prelevarli per la discussione, per dare delle spiegazioni e delle risposte ai nostri concittadini. Uno di questi punti riguarda i "depositi temporanei" creati da questa amministrazione in siti discutibili: accanto ad impianti sportivi, direttamente sotto un bosco e, addirittura, a 20 metri da civili abitazioni. 




Per la mancanza di programmazione, l' amministrazione ha stabilito questi luoghi praticamente all' ultimo momento disponibile. Eppure i documenti che progettano la variante sono stati stilati a Luglio. Si legge che che “al riempimento dei mezzi, impiegati per la raccolta delle varie frazioni merceologiche dei rifiuti, il materiale raccolto sarà trasbordato nel numero 4 compattatori posizionati a posto fisso e nei cassoni scarrabili posizionati presso le aree di stoccaggio provvisorio individuati ed autorizzati dal Comune di Agrigento”. Programmando a luglio avrebbero dovuto già conoscere e trovare zone adeguate al servizio. Nel mentre si sono noleggiati i cassoni.

I 14 cassoni (6 a cielo aperto e 8 a tenuta stagna per l’organico) hanno un costo complessivo di 77.400 € (potenzialmente un costo di acquisto?) e devono essere posizionati in 6 zone cittadine (Centro, San Leone-Vilaggio Peruzzo, Monserrato-Villaseta, Fontanelle, Giardina Gallotti-Montaperto), così dicono i documenti della variante stilati a luglio.

Un’altra improvvisazione riguarda i centri di startup, ovvero quelli che avrebbero dovuto distribuire i mastelli già a partire dal 4 settembre. Tali centri, se fossero stati costituiti secondo quanto progettato, dovevano essere locati in: Centro storico, Villaseta/Monserrato, Villaggio Mosè, Quadrivio Spinasanta, Fontanelle, Giardina Gallotti e Montaperto; 7 centri fino al 30 Marzo. Dal 31 Marzo a 21 Luglio 2018 era previsto che restassero in funzione solo: Centro storico, Villaggio Mosè e Villaseta. I centri dovevano servire per fornire informazione e assistenza ai cittadini e per contattare amministratori di condominio e utenze commerciali. Per tale servizio, in locali messi a disposizione dal Comune, era previsto un costo per il personale (delle aziende del RTI) di 81.428,57 €.

In realtà, come sanno benissimo quelli che hanno fatto(o immaginato di fare) le file “finte”, solo alcuni di questi centri sono stati istituiti e a ridosso dell'inizio della raccolta. Tra l’altro il centro a Giardina Gallotti, la cui apertura era stata annunciata almeno 15 giorni fa, non è ancora aperto.

Nel momento in cui scrivo mi arrivano segnalazioni di mancato servizio, ieri e oggi, in alcune zone di Villaggio Peruzzo e Villaggio Mosè con mastelli rimasti pieni e dimenticati dal servizio di raccolta. Si comprende che questi possano essere disservizi dei primi giorni ma è difficile comprendere tutto il tutto il resto.



Fumo negli occhi e assenza di programmazione: sembrerebbe che al momento una delle poche notizie che può annoverarsi fra le “fake news” è quella che l'esperienza empedoclina dimostrasse che Firetto il sindaco lo sa fare.

martedì 28 novembre 2017

Si gioca (d'azzardo) anche coi dati?

Di questi giorni la classifica del Sole 24 h: Agrigento figura fra le città più sfigate.

A proposito di sfiga ho richiesto all’AAMS, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, i dati sul fenomeno del Gioco, detto d’azzardo, ad Agrigento.



I dati non sono di facile interpretazione. L’AAMS sostiene che, per determinare quanto e quanti € giocano i cittadini  bisognerebbe togliere le vincite dalla "raccolta" per il gioco.
Però, in realtà, le cifre indicate nella "Raccolta C" (vedi figure più sotto) sono quanto finisce nella macchinetta.
Chi vince può rigiocarsi tutto. Non tutti vincono. 
Se in città o in provincia si becca una vincita milionaria rischiamo, persino, di dire che in città non si spendono soldi per il gioco ma ci portano direttamente  a casa le vincite.


Nella lettera, allegata ai dati che ho ricevuto, viene pure indicato che i giocatori non sono necessariamente i residenti. Anzi, in caso di città turistiche o con presenza di concentrazioni di strutture lavorative (quindi non il caso di Agrigento? :-P ) i giocatori non possono essere individuati come "residenti".
Il dato  di quanto raccolto da ricevitorie o macchinette per la città di Agrigento, per la serie "noncisonosoldi" è di:
56.557.630 € per il 2015
58.958.634,88 per il 2016
dividendo questa cifra per gli aventi diritto al voto, tutti maggiorenni, che sono 52.894
fa 1069,26 € per il 2015 e 
1.114,65 € per il 2016 
a testa.

Il dato è preoccupante ed è plausibile che in città tanti  soffrono di GAP (gioco d'azzardo patologico), recentemente qualche caso è anche finito sui giornali.
Come Movimento 5 stelle ad Agrigento abbiamo portato avanti una mozione per sensibilizzare l'amministrazione attiva sul tema del gioco d'azzardo patologico anche in relazione alla possibilità di minori coinvolti.
Naturalmente, essendo una deliberazione di Luglio 2017 e considerando la prontezza con cui l'amministrazione risponde alle sollecitazioni del Consiglio, nulla è stato ancora fatto.

Punti caldi erano: ad attivare una politica di sgravio fiscale che premi gli esercenti che si impegnino a non installare slot machine – video lottery nei propri locali, o a rimuovere quelle installate, per un periodo temporale di almeno cinque anni, anche in considerazione delle nuove normative fiscali;
- a valutare, in particolare, una riduzione della TASI, per la parte di competenza comunale, agli esercizi che aderiranno alla campagna “NO SLOT”, come provvedimento di maggior utilità nella direzione definita da questa mozione; gli esercenti che aderiranno alla campagna applicheranno sulle proprie vetrine un adesivo riportante la scritta “No Slot”;
a creare un’apposita pagina sul sito web del Comune di che segnalerà gli esercizi commerciali aderenti al progetto;
- ad adottare un regolamento comunale che includa norme più restrittive per l’apertura di future attività commerciali, che prevedano al loro interno l’uso di apparecchi elettronici o terminali atti al gioco d’azzardo e la disincentivazione, e maggior controllo, di tutte quelle attività commerciali che ad oggi vedono al loro interno la presenza di apparecchi.
Le norme del nuovo regolamento dovranno prevedere che:
· per le attività di prossima apertura o per le attività che ne facciano richiesta: a far data il giorno successivo l’approvazione dei questo regolamento, sia vietata l’installazione di apparecchi elettronici VLT (videolottery) nei locali commerciali pubblici, presenti nell’intero territorio comunale, che distino meno di 500 metri da luoghi cosiddetti “sensibili”, quali scuole pubbliche e private di qualsiasi grado, luoghi di culto, luoghi di aggregazione sportivi, oratori, biblioteche, centri anziani, parchi e giardini pubblici, nonché banche uffici postali o sportelli bancomat.
· per le attività che abbiano installati apparecchi VLT: L’obbligo da parte del personale operante nell’esercizio, della verifica della maggiore età delle persone che accedono tramite esibizione di un documento di identità validità e il divieto di pubblicizzare in qualsiasi forma la presenza della sala slot.· per tutte le attività commerciali esistenti e di futura apertura: un orario di esercizio per il gioco d’azzardo per non più di 8 ore giornaliere, con orari identici per tutte le forme di azzardo: gratta e vinci, scommesse sportive, concorsi numerici, apparecchi elettronici, terminali per il gioco a distanza e comunque qualsiasi forma di gioco con puntata in denaro. Eventuali violazioni devono prevedere sanzioni afflittive e progressive in caso di recidiva.





lunedì 27 novembre 2017

Cosa manca per la differenziata?

Come funziona la differenziata con il porta a porta ad Agrigento?
A Villaseta hanno creato un centro momentaneo di stoccaggio, togliendo l'area camper cittadina gestita da un'associazione.

Di queste aree temporanee di stoccaggio ce ne saranno diverse, tutte attrezzate con 2 cassoni che abbiamo noleggiato: uno a cielo aperto per il vetro e un altro a chiusura pneumatica per l'umido. I costi del noleggio sembrano un pò elevati ma questa è un'altra storia.


















In un recente sopralluogo al centro di Villaseta abbiamo visto questo:




Quanto raccolto viene inserito negli autocompattatori.
Quello presente quel giorno era molto maleodorante, probabilmente non pulito prima di ingoiare le nostre bottiglie di plastica e i piatti di plastica che ci chiedono di pulire. 
Non perde valore così quanto raccolto?
Se avessimo avuto un CCR, cioè un centro comunale per la raccolta dei rifiuti, adeguatamente fornito di cassoni scarrabili con presse, questi potrebbero essere riempiti  e portati nelle aziende che si occupano dello smaltimento solo a cassone pieno.
Tale strategia, che farebbe risparmiare lavoro, benzina (invece che fare continui viaggi verso le aziende) e quindi  denaro nella TARI dei cittadini di Agrigento non è però mai stata presa in considerazione.
Mentre, fra le proteste dei cittadini, si creano i centri temporanei di stoccaggio stiamo aspettando la grande isola ecologica, anzi il CCR di Agrigento, che non si sa dove dovrebbe sorgere, in teoria a Villaggio Mosè.
In occasione di un bando che poteva darci tanti soldini per sistemare le postazioni esistenti  (Fontanelle e piazzale ex Saiseb) come CCR o crearne uno nuovo, avevo presentato una apposita interrogazione (clicca per ingrandire)

















La risposta si è fatta aspettare come al solito ed è stata come sempre deludente:
Non sappiamo dove, non abbiamo progetti adeguati.
Però era stato affidato il compito della progettazione alla SRR per la presentazione al bando regionale. Insomma la speranza è l'ultima a morire.
La risposta si può leggere nella stenotipia del question time:




















Ed è morta anche la speranza, infatti non è stato presentato nessun progetto come risulta dal sito della Regione clicca qui.
Altri Comuni hanno invece presentato progetti che saranno finanziati, eccoli: